Balcani e Romania, estate '09

Home Page

Indice Lista Viaggi



Lunedì 3 Agosto

Primo giorno del nostro viaggio. Parto da casa alle 5:30 circa per raggiungere casa di Liliana entro le 7. Arrivo da lei a 6:45 circa, insieme ripartiamo per essere all’appuntamento per le 7:15 a Dolo con Luca e Silvia. Loro arrivano però in ritardo, riusciamo quindi a riprendere il cammino solo intorno alle 7:45.
Ecco i protagonisti: il sottoscritto, su Suzuki Bandit 1250 "Steel Wheel"



Liliana, su Honda CB 500 "Little Wing".



Luca e Silvia, su Yamaha FZ6 "Cimice Arancione".



Partiamo tutti assieme, ma ci dividiamo quasi subito: Luca si ferma, non ci vede passare e riusciamo a ritrovarci solo dopo oltre 200 km e due frontiere, vale a dire appena entrati in territorio croato. Dopo aver attraversato lentamente il centro di Rijeka, procediamo lungo la strada costiera, decisamente molto più bella. A Crikvenica ci fermiamo a pranzo in un ristorantino finto-messicano, dove consumiamo un discreto pasto a base di calamari grigliati. Finito di mangiare riprendiamo il cammino, seguendo sempre la costa in direzione sud. La strada scorre piacevole, ma la stanchezza inizia a farsi sentire. Giunti a Klenovica, di fronte all’isola di Krk, troviamo un bel camping in cui decidiamo di piantare le tende.





Nonostante sia quasi l'imbrunire, appena arrivati non resisto alla tentazione di tuffarmi subito nello splendido mare croato.



Il tempo è bello,  ma grossi nuvolosi si avvicinano minacciosi all’orizzonte.



La notte infatti piove a dirotto, ma le nostre tende resistono senza difficoltà.

Totale della giornata 463,4 km.

Martedì 4 Agosto

Dopo il diluvio notturno, la mattina il cielo è ancora molto nuvoloso e a tratti piove. Io e Liliana ci concediamo un'abbondante colazione sotto la tettoia del ristorante. Più tardi per fortuna il tempo migliora, si svegliano anche Silvia e Luca e riusciamo a fare il bagno in mare tutti assieme. L’acqua è molto limpida, e nuotarci dentro è una goduria.









La giornata la passiamo così, da turisti pressoché normali, mentre le moto se ne stanno buone buone parcheggiate all'ombra delle piante.



La notte si alza un forte vento di bora, che mette a dura prova le nostre tende.

Mercoledì 5 Agosto

Dopo colazione risaliamo in sella diretti verso sud, sempre lungo la costa. La strada è sempre molto bella, ma il vento continua a tormentarci con raffiche laterali fortissime, costringendoci a procedere molto lentamente. A Karlobag una pattuglia di polizia ci ferma informandoci che la statale è chiusa al traffico proprio per via della bora. Ci fermiamo e scendiamo dalle moto per discutere con i poliziotti sulla strada alternativa da percorrere, ma proprio in quel momento una raffica violentissima butta a terra la mia Banditona e fa letteralmente volare i caschi mio e di Liliana giù per una scarpata a picco sul mare. Riusciamo a recuperare tutto, anche se il casco di Lilly è pieno d'acqua salata (così come pure i miei stivali e i pantaloni della mia tuta in pelle, visto che per recuperarlo ho dovuto tuffarmi in acqua). La moto ha subito solo danni lievi nella caduta:












Decidiamo di raggiungere l’autostrada, allontanandoci così dalla costa. In un primo tempo l'idea si rivela vincente, ma ben presto, intorno a Zadar, anche l'autostrada è esposta al vento. Ci fermiamo a pranzo in un autogrill, dopo di che procediamo, con cautela, fino a Makarska, dove torniamo sulla statale e ci fermiamo per la notte a Podgora, poco più a sud, in un bel camping sulla spiaggia.





Totale della giornata 428,9 km.

Giovedì 6 Agosto 

Ci alziamo la mattina e smantelliamo l’accampamento. Per fortuna il vento sembra essersi attenuato. Poco più a sud, a Ploce, abbandoniamo definitivamente la bella costa croata e ci dirigiamo nell’entroterra, entrando in territorio bosniaco. Facciamo tappa a Mostar, davvero graziosa.











Ci fermiamo a fotografare il famoso ponte, simbolo della città.




Ci rimettiamo in cammino verso Sarajevo, fermandoci a pranzo in un ristorante lungo la strada, dove ci abbuffiamo per 10 € a testa.





Una volta arrivati in città, grazie all'aiuto di un biker locale, ritroviamo l'albergo in cui Luca aveva dormito in un precedente viaggio. Per 12 € a testa ci danno la stanza e pure il garage per le moto. La sera saliamo su un taxi e ce ne andiamo in centro, davvero bello e pieno di vita. In un piccolo ristorante ci servono un’ottima zuppa bosniaca con carne e verdure, a seguire un buon caffè alla turca.









Totale della giornata 257,5 km.

Venerdì 7 Agosto

Non dovendo smontare tende, siamo pronti a partire abbastanza presto, intorno alle 8. Io e Liliana ci separiamo da Luca e Silvia, tentando una strada alternativa. Tuttavia rinunciamo, visto che questa scorciatoia presenta un tratto di una quindicina di km non asfaltato. Torniamo quindi indietro, riprendendo la strada principale. La campagna bosniaca è piuttosto selvaggia, con tanto di animali al pascolo a bordo strada. Liliana sfiora per un soffio il frontale con una mucca. Per quasi tutta la strada piove abbondantemente. Entriamo in Serbia in tarda mattinata. Il paesaggio non cambia molto, se non fosse che nei paesini le chiese ortodosse prendono il posto delle moschee. Qui finalmente la pioggia si ferma. Incontriamo un biker montenegrino che ci scorterà fino a Guca, dove anche lui, come noi, è diretto per assistere ad un grandioso festival musicale, da molti definito come "la Woodstock dei Balcani". Arrivati a destinazione attendiamo l’arrivo di Luca, per pranzare tutti assieme con una squisita zuppa di carne e cavolo cappuccio.









Una volta riempito lo stomaco, andiamo a cercare di accamparci. Decidiamo di piazzare le tende in un prato privato (10 € a notte senza servizi, ci pare caro ma non c’è un’alternativa valida). Tutto il paese si presenta come un immenso campo nomadi, caotico e chiassoso, ma molto allegro. Per strada zingari in costume cantano, suonano e ballano. Il festival di Guca è considerato dai serbi una grande manifestazione di orgoglio nazionale. Difatti, senza volere creo un mezzo incidente diplomatico indossando la maglietta del MotoClub Monastier, il cui logo viene scambiato da un paio di ragazzi mezzi ubriachi per la bandiera croata.



Mi vedo costretto ad un repentino cambio d’abito, nonché ad offrire un po' di grappa ai ragazzi serbi in segno di scusa.
Passiamo la serata in mezzo alla grande festa…ovunque girano enormi spiedi dove si arrostiscono pecore e maiali, mentre suo banchetti fanno bella mostra di sé buffi pupazzetti realizzati con le verdure.







Ovunque ci giriamo ci sono musica, gente che balla, fiumi di birra... davvero un'atmosfera molto allegra.


















La sera ceniamo mangiucchiando qualcosa in una delle tante bancarelle presenti alla fiera.
Totale della giornata 295,5 km

Sabato 8 Agosto 

La musica non ha smesso di suonare un solo istante per tutta la notte. Uscendo dalla tenda troviamo una piacevole sorpresa: accanto alle nostre le moto ci sono quelle di Niki e Kihka, i nostri amici  bulgari che ci avrebbero dovuto raggiungere la sera prima. Scopriremo più tardi che sono arrivati a notte fonda e, dopo aver riconosciuto le moto mia e di Luca, si sono accampati accanto a noi. Naturalmente quando noi ci alziamo, intorno alle 7:30, dormono ancora della grossa.



Poiché il ristorante di ieri ci era piaciuto molto io e Lilly decidiamo di andare lì a fare colazione. Oggi però è sparita anche l’unica cameriera che parla un po’ di inglese, per cui la comunicazione è ridotta ai gesti. Infatti cerchiamo di ordinare una brioche o comunque qualcosa di dolce… ed il cameriere ci porta due enormi panini con la carne! Un po’ pesanti a quell'ora, ma comunque molto buoni. Più tardi, quando anche il resto del gruppo si alza, si fa un giretto in moto tutti assieme.
La prima tappa è per un ottimo pranzo in compagnia.



Nel pomeriggio andiamo poi in uno sperduto paesino in montagna a fare visita ad una coppia di anziani serbi, presso cui i nostri amici bulgari avevano dormito durante il loro recente viaggio verso l’Italia. In pratica, lo scorso Maggio, Niki e Kihka, sotto un acquazzone, avevano bussato alla porta chiedendo il permesso di piantare le tende nel loro prato. Accogliendoli come fossero stati i loro nipoti, i "nonni" li hanno fatti entrare in casa per asciugarsi e dormire, senza chiedere in cambio nulla, se non un po' di compagnia.
Inutile dire che quando ci vedono arrivare, ci accolgono a braccia aperte, offrendoci un caffè e dell'ottima grappa di prugna fatta in casa.





Sono gente semplice, vedendo come vivono sembra di avere fatto un viaggio nel tempo: non hanno l'acqua corrente in casa (per farci il caffè la signora prende l'acqua dal pozzo nel cortile), l'unico bagno è un casotto di mattoni a 50 metri dalla casa con un buco nel terreno, non sanno parlare altro che un dialetto serbo... ma nonostante la barriera linguistica, ci intendiamo a meraviglia e passiamo lietamente una buona ora in loro compagnia, ridendo, scherzando e bevendo.



Lungo la strada del ritorno verso Guca, ci fermiamo a rinfrescarci in un torrente che sembra (o forse è?) una fogna a cielo aperto.



Totale della giornata 77 km.

Domenica 9 Agosto

Colazione nel solito posto, oggi prendiamo solo il caffè per non rischiare. Mangiamo qualcosa più tardi alla fiera: una palacinka (una specie di crepe con marmellata) per Liliana e un panino con salsiccia per me. In attesa che il resto della truppa si svegli, per cambiare panorama e per sgranchirci un po'... le gomme, Lilly ed io decidiamo di fare un giretto in moto. Dopo un'occhiata alla carta, scegliamo come meta il parco naturale di Tara. Pranziamo in un ristorante con porzioni molto abbondanti, al punto che con gli avanzi riusciamo a farci un monumentale panino da mangiare più tardi come cena.





Ci fermiamo pure a visitare la bottega di un artista che scolpisce il legno, le cui opere sono davvero spettacolari.





Tornati al festival, iniziamo a smontare le tende e caricare le moto. Lasciamo
Guca tutti assieme quando sono ormai le 18:30, destinazione un laghetto in Bulgaria in cui accamparci all’addiaccio. Alle 21 passate siamo ancora in Serbia, la meta è ancora molto lontana ed iniziamo ad essere stanchi. Vicino a Pojate, Lilly ed io, vedendo una freccia che indica un motel, decidiamo di fermarci, mentre gli altri proseguono fino alla meta prefissata (arriveranno alle 4 di notte). Al buio, l'entrata posteriore del Motel si vede a fatica, sembra un rudere isolato e in mezzo al nulla. Appena apriamo la porta, però, ci appare "magicamente" una altro mondo: un bar luminoso e frequentato, con tanto di musica e gente seduta che mangia. Per 35 € affittiamo una stanza, modesta, ma rispetto all'accampamento di Guca ci sembra un castello.



Totale della giornata 328 km.

Lunedì 10 Agosto 

Con tutta calma ci alziamo, facciamo colazione (io omelette con formaggio, Lilly pane e marmellata) e carichiamo le moto. Chiamo il cliente che devo raggiungere a Plovdiv nei prossimi giorni e lo avviso del mio imminente ingresso in Bulgaria. Dopo aver coccolato per qualche minuto un simpatico cucciolo che vive nel retro del Motel, partiamo. Scegliamo la via più semplice e diretta: autostrada fino a Nis, poi statale fino a Sofia, dove arriviamo (accaldati ed affamati) nel primo pomeriggio.





Credendo che gli amici siano già in città proviamo a chiamarli. Non ricevendo risposta ci mettiamo sulla strada verso Plovdiv. Nel frattempo Luca ci richiama (quando siamo a Vakarel) e ci spiega del loro ritardo, dovuto alla notte insonne. Torniamo quindi verso Sofia e raggiungiamo il gruppo a casa di Kihka, che gentilmente ci ospita. La cena è offerta dagli amici bulgari in un bel pub in centro a Sofia.
Totale della giornata 335,8 km.

Martedì 11 Agosto 

La mattina parto per Plovdiv, dove devo installare un tintometro elettronico. Purtroppo, una volta arrivato là, scopro che il materiale non è ancora arrivato. Dopo una breve chiacchierata con il cliente e una visita alla sede della sua azienda, mi faccio accompagnare in un giro turistico nel centro storico della città.







Dopo un ottimo pranzo e un altro po' di chiacchiere con i clienti, mi rimetto in strada verso Sofia. Il resto del gruppo ha passato una tranquilla giornata di riposo, dedicata allo shopping e al passeggio per il centro della capitale. Tornato a casa di Kihka, assieme agli amici mi preparo per la grigliata organizzata in nostro onore.



La serata è molto piacevole, tuttavia andiamo a dormire abbastanza presto, perché il giorno dopo dobbiamo ritornare a Plovdiv.
Totale della giornata 340,1 km.

Mercoledì 12 Agosto

Sveglia ore 7, io e Liliana partiamo per Plovdiv intorno alle 8. Purtroppo il camion che trasporta il materiale è ancora per strada. Scoprirò al rientro che a rallentarlo, bloccandolo per giorni in Slovenia, è stato lo stesso vento di bora che ha causato i miei problemi lungo la costa croata. Anche oggi quindi non si può fare nulla per il tintometro. Dopo aver bevuto un caffè assieme, salutiamo i clienti e facciamo un giretto nel centro della città, l’antica Filippopoli… ma il Filippo il questione non sono io, bensì il padre di Alessandro Magno.



Passiamo così la mattinata visitando la città e il suo centro storico.







In tarda mattinata ripartiamo, dobbiamo arrivare al confine Rumeno prima di sera. Evitando le autostrade, seguiamo una bella strada che ci porta ad attraversare Stara Zagora, Gabrovo e Veliko Tarnovo, l'antica capitale, dove ci fermiamo per bere qualcosa di fresco. Arriviamo a Ruse intorno alle 21 e, in attesa che Luca, Silvia e Niki ci raggiungano, troviamo un camping che ci ospita tutti (5 persone, 3 tende e 4 moto) per "ben" 17 €.
Il campeggio ci appare squallido e gestito da gente strana e poco portata per le lingue, ma è pratico ed economico. Uno stormo di zanzare inferocite ci assale mentre piantiamo la tenda. Nel frattempo, quando ormai è sera inoltrata, ci raggiungono gli altri e tutti assieme ci mettiamo a tavola quando sono circa le 23. 
Totale della giornata 545,2 km.

Giovedì 13 Agosto

Partiamo tardi da Ruse, verso le 9.30. Ci fermiamo dopo pochi km a fare colazione, ancora in territorio bulgaro. Poco dopo passiamo l'ennesimo confine entrando in Romania. Commettiamo l'errore di attraversare il centro di Bucarest, dove perdiamo ore nel traffico. Usciamo dalla caotica capitale intorno alle 13 e ci fermiamo subito a pranzare. Alla ripartenza decidiamo di separarci in due gruppi: Niki e Luca viaggiano veloci, ma si fermano spesso, mentre io e Lilly manteniamo un passo più turistico, ma più regolare. Senza perdere tempo, affrontiamo la lunga strada che ci porta ad attraversare la Romania da sud a nord. Per sera, intorno alle 20, arriviamo a Radauti, dove ci aspetta l'amico Mircea per scortarci al raduno. Circa un'ora e mezza più tardi arriva anche l'altra metà del gruppo.
Totale della giornata 623,4 km.

Venerdì 14 Agosto

Si apre ufficialmente il III° Bukowina Meeting.





Anche quest'anno viene scelta una bella location. Stavolta c'è anche una piscina, che sfruttiamo abbondantemente. I ragazzi del Bukowina sono sempre molto ospitali nei nostri confronti.





La mattina assistiamo anche ad un curioso incidente stradale, risoltosi fortunatamente senza feriti: un'auto tampona un carro trainato da un cavallo.





Il prato dedicato al campeggio si riempie sempre di più nell'arco della giornata. Arrivano anche gli altri nostri amici dall'Italia, Federica ed Alberto. Giornata dedicata a saluti, chiacchiere, salsicce, birra e palinka.























Serata piacevole, dopo un incontro con il direttivo del Bukowina Motor Club per arrangiare un gemellaggio tra i nostri club, ci divertiamo ascoltando i gruppi.





Purtroppo è la nostra unica giornata di raduno, ma per fortuna ce la godiamo davvero fino in fondo.

Sabato 15 Agosto

Sveglia abbastanza presto, a malincuore smantelliamo il campo. Nel frattempo dalla Bulgaria sono arrivati anche Kihka e la sua amica Katy, facciamo colazione tutti insieme.



Alle 9:30, dopo i saluti, Liliana ed io ci mettiamo in cammino verso casa. La strada è in buone condizioni (finalmente!). Da Radauti, passando da Sucevita scendiamo fino a Cimpulung Moldovenesc, poi ci immettiamo sulla statalona passando da Cluj Napoca e Oradea. Entriamo in Ungheria e arriviamo fino a Szajol, dove ci fermiamo nel bel motel Convoy City (bungalow a 35 €). Ceniamo nell’adiacente ristorante con un ottimo goulash.







Totale della giornata 661,9 km.

Domenica 16 Agosto

L’ultimo giorno ci attende la "sparata finale": sveglia ore 4:30 e partenza alle 5:30. Statale fino a Budapest, dove prendiamo l’autostrada M7 verso sud fino a Szekesfehervar, quindi la statale 8 (E66) fino a Fürstenfeld, in Austria. Da qui entriamo in autostrada, passiamo da Graz, Klagenfurt, Villach, entriamo in Italia da Tarvisio. Pranziamo con un panino in autogrill. Da Tarvisio in poi è la parte più dura, perché fa un caldo insopportabile. Proseguiamo in autostrada fino a Padova est, arrivando a casa, a Noventa Padovana, alle 16:30, dopo aver percorso nella giornata 944,4 km.
In totale, dall'inizio del viaggio, fino a casa di Liliana il mio contachilometri segna quota 5302,5. Questo è stato il mio primo viaggio in moto in coppia. Anche se è stato caratterizzato da percorrenze medie giornaliere più basse rispetto al mio solito, si è rivelato sicuramente molto piacevole. E' poi stata una grandissima soddisfazione vedere Liliana che, nonostante sia patentata da meno di un anno, ha affrontato con entusiasmo, coraggio e grinta questa nostra avventura.

Torna all'inizio